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il blog di Andrea Buffa e dei suoi musicisti

IL VIAGGIO DI LUCA

Ma sì, Io volevo scrivere un sacco di cose. Volevo scriverle perché ci sono un sacco di cose da scrivere perché ce ne sono successe e ce ne succederanno ma, in questi giorni è andato tutto in vacca.

Non dico niente, non me la sento.

Provo a ripartire proprio con una ripartenza, il book trailer de “Il viaggio di Luca”, il libro mio e di Gabriele, che è anche un disco, uno spettacolo teatrale un’esperienza molto buona.

Giovedì sarò a Montevecchia ad incontrare alcune classi che hanno letto il testo e vogliono incontrarmi. Sembra che tutti ci abbiano fatto sopra un lavoro bestiale. Vi dirò ala fine della settimana.

Per adesso vi lascio con il video che è stato leggermente modificato e “trailerizza” quello che potrà essere acquistato in libreria come regalo di Natale…

J

Cia0 

Andrea

Posted May 21, 2012

TUTTI NELLA MERDA: BUON PRIMO MAGGIO!

 

Il primo maggio, festa dei lavoratori. Chissà chi festeggia oggi? A parte quelli che istituzionalmente devono per forza.

Festeggeranno i lavoratori finché ne rimangono. Cosa festeggiano? Bho, magari festeggiano il fatto che la “riforma del mercato del lavoro” non abbia ancora formalmente toccato l’articolo 4 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo: “Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma”.

Non è vero, lo sappiamo tutti. Non è vero sotto molto forme a seconda delle situazioni però non è ancora caduto il vincolo formale: festeggiamo!

Cosa festeggeranno quelli che il lavoro lo stanno perdendo? Magari i giorni in cui l’avevano o quello in cui lo ritroveranno. In mezzo paura e fame. Magari molta paura che con molta fame fa un po’ di disperazione ma, lo abbiamo già detto, guardano al giorno in cui lo ritroveranno.

Cosa festeggiano gli “esodati”? Questi, che fino a ieri, manco sapevamo che esistessero, sembra gente che è rimasta vittima di una catastrofe naturale di natura idrica, spazzati via dalla furia delle acque ma non è vero. Avere più di cinquant’anni ed essere definitivamente fuori dal mondo del lavoro ad una distanza astronomica da una pensione che non varrà comunque un cazzo, non ti bagna i pantaloni o la maglietta. Non ti da nemmeno la possibilità di scappare dai parenti in collina. Però delle analogie ci sono e vanno oltre una certa assonanza nel nome. Questa cosa ti porta via la casa come la corrente del fiume, cancella il lavoro che hai fatto, come il fango e i detriti nei campi, ti costringe alla mercé degli elementi nonostante tu abbia fatto tutto per costruirti un riparo. Con fatica. Non c’è niente di “naturale”. In questa cosa c’è l’artificio di un sistema di regole reali che prescindono quelle formali (legali) che sacrificano il più debole del sistema, quello che, guarda un po’, ha sempre pagato per tutti.

Cosa festeggeranno quelli che il lavoro lo hanno cercato? Prima guardando alle competenze che potevano mettere in campo, poi cercando in qualcosa di attiguo, quindi dando la propria disponibilità per qualsiasi tipo di lavoro , poi rispondendo ad improbabili annunci e portando le proprie chiappe ad una marea di pseudo colloqui in cui di dicono che non ti pagano, che devi fare una parte del lavoro che spetterebbe all’impresa che non ti assume, e, se sei bravo, inizierai a guadagnare poi. Poi? Quanto? L’annuncio diceva duemila Euro dal primo mese, fisso garantito. Quelli che l’hanno cercato, che vorrebbero lavorare ancora ma non lo cercano più perché oltre al lavoro è finita anche la capacità di farsi prendere per il culo e umiliare ad oltranza da gente che non sa nemmeno di cosa sta parlando. Cosa festeggeranno?

Cosa festeggeranno quelli che non hanno un lavoro ma lavorano lo stesso. Sotto il ricatto di contratti (quando ci sono) che scadono a ritmo di poche settimane dal loro inizio, fuori dalle regole di base delle relazioni tra lavoratori e impresa, certi che lo Stato, di qualunque colore si vesta, non è dalla parte della legge, quindi dalla loro. Tutti sappiamo delle deroghe concesse dai governi, negli anni, alle imprese nate per sfruttare il precariato che non hanno mai reintegrato, assunto, normalizzato la posizione di decine (centinaia) di migliaia di lavoratori che, protetti dalla legge, da azioni e delibere di parti dello Stato stesso, dovevano essere tutelati.

Cosa festeggeranno?

Cosa festeggeremo tutti noi, oggi?

Niente, non c’è niente da festeggiare. Perché anche se mi sento i piedi caldi ma non sono uno dei pochi che stanno nel sistema, non c’è lavoro sicuro che tenga e nemmeno gruzzoletto che posso avere da parte, frutto del lavoro mio, di mio padre e di mio nonno. Alla prima folata di vento, all’ennesima scorreggia del “mercato”, avrò il culo per terra e solo la speranza di trovare un posto sotto un ponte per dormire. Sempre che non siano ormai tutti occupati.

Non potremo nemmeno piangere troppo sulla nostra sfortuna perché, da cittadini, abbiamo legittimato il sistema, senza protestare, sguazzando sulla palude che portava dal miracolo economico, all’edonismo degli anni ottanta fino al puttanesimo del ventennio del biscione e, adesso, siamo un po’ tutti abbagliati dalla compostezza del tecnico, che è tecnico perché è impiegato nel sistema e produce decisioni in difesa del sistema stesso e dei suoi accoliti.

Ci vediamo sotto il ponte. Se arrivate tardi, cazzi vostri.

Buon Primo Maggio.

Andrea

 

 

Posted May 1, 2012

LE FOTO DE "LA FATICA DI CHARLY" !

 http://www.mancamezzora.it/gallery.htm

Seconda in elenco una nuova galleria di immagini: sono le foto dello spettacolo "La Fatica di Charly", con relativo laboratorio per papà e bambini, portato in scena lo scorso 24 marzo nel retroplaco del Teatro Sociale di Como.

Ringraziamo per le immagini, ma soprattutto per il video che verrà, i ragazzi della M.Y.tv di Como!

A presto :)

Sonia

 

ABBIAMO SUONATO DAVANTI A 90.000 PERSONE!!!

Finalmente piove. Finalmente per i campi per i fiumi e i  laghi, finalmente per l’aria pesante che respiriamo e, per quanto avremmo preferito di molto una bella giornata di primavera, finalmente anche per noi.

Questa mattina grigia può essere quella giusta per ricominciare a scrivere perché tra l’ultimo post e ora sono successe molte cose. Alcune, credo, importanti.

Per prima cosa diamo i numeri. Quella di dare i numeri è una cosa che mi appartiene molto essendo, di norma, sempre un po’ “fuori”.

Abbiamo, per la prima volta, o per la volta numero UNO “messo in scena il lavoro che stiamo preparando con  Carlo (Lucarelli ndr). Avevamo pensato ad una cosa “intima”, in una sala civica di Como, con duec

ento spettatori al massimo. Questioni logistiche ci hanno spinto verso una deriva di maggiore impatto mediatico.

La biblioteca di Como, per la prima volta dall’anno di fondazione della città, era impegnata dalle cinque di mattina alle tre di notte, così dopo avere fatto una puntata in una chiesa sconsacrata bellissima ma dall’acustica improponibile, ci hanno aperto le porte di Espansione TV. Opzione uno: auditorium e probabile diretta web.

In realtà le cose sono andate diversamente e, venerdì 30 marzo alle 21.00, siamo andati in diretta video sul canale 17 del digitale terrestre.

Sarò sincero, la cosa non mi ha impressionato più di tanto. Era molto tempo che preparavamo quel lavoro, avevo voglia di farlo, questo “WORK IN PROGRESS” attorno a “Il sogno di volare” nostro e di Carlo e, sempre sinceramente non sono queste le cose che mi impressionano.

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Ecco, però, scoprire a distanza di qualche giorno che, quel venerdì, si sono posati su di noi 90.000 (NOVANTAMILA) paia di occhi, orecchie incluse, è stato meglio perché, forse, tutta questa calma olimpica, magari era meno olimpica ma, anche meno calma!!!

È stata proprio una bella serata, però, e abbiamo visto che lo spazio per lavorare con Carlo è tanto e questa molto buona.

Il sabato prima, invece, sempre a Como, siamo tornati al Teatro Sociale. Non sul main stage ma nella sala del retropalco a fare “La fatica di Charly” e un laboratorio gioco nuovo dove bambini e papà diventano tutti attori della storia che raccontiamo ripercorrendo, insieme, bici e ammiraglia i momenti salienti di quella giornata di sport e umanità.

Per noi era un debutto in una attività di questo tipo ma un pubblico caldo e scatenato ci ha regalato un pomeriggio bellissimo pieno di emozioni, neve, montagne, incitamenti e banane di cartone.

Presto avremo un po’ di materiale (foto e video) di queste due cose e faremo un po’ i pavoni postandolo a dritta e a manca. Intanto qui... http://www.mancamezzora.it/gallery.htm qualche foto della diretta con Carlo!

Ah, mi sono dimenticato di rinnovare il dominio del sito. Oggi provvedo e in qualche giorno, forse anche qualche ora, torna tutto on-line…

Abbracci.

Andrea

 

UN PASSO DOPO L'ALTRO

Noi lavoriamo (un lavoro bello) e un passo dopo l'altro ci muoviamo.

A me sembra in una direzione buona. Un passo dopo l'altro siamo riusciti a mettere insieme una parte del nostro lavoro con Carlo... 

un abbraccio (Andrea)


Ecco le dritte per chi ci vuole seguire!

Per chi abita a un numero di chilometri ragionevoli : potete partecipare al live prenotare inviando una mail all'indirizzo  informagiovani@comune.como.it o telefonando allo 031242044

Per chi è troppo lontano o costretto a casa : canale 19 (o limitrofi) del digitale terrestre o in diretta streaming sul sito http://www.espansionetv.it/

Sarete proprio tanti ! 

un abbraccio un po' emozionato,

(Sonia)

 

COMUNQUE COSE BELLE!

Diciamo che mi piacerebbe poter  scrivere questi post a matita perché è qualche giorno che il PC è assurto a metafora del rompimento di palle e io sono un po’ stanco.

 

Non si può e, poi, non sarebbe nemmeno giusto perché senza il PC e internet non sarebbero successe un sacco delle cose belle che mi sono successe in questi anni.

Questo venerdì c’è la prima di “WORK IN PROGRESS – sulla strada dei personaggi e delle loro storie” che è il lavoro che stiamo portando avanti con Carlo in attesa che esca il libro.

Settimana scorsa abbiamo suonato in un posto molto bello, gestito da della gente che quando la incontri ti rimetti in piano con il mondo: “Le cantine di Platone” a  Castel Bolognese. Loro ci hanno dato ospitalità anche per provare con Carlo, che abita lì vicino, e questa “fotina”, che vi rimanda alla gallery sul sito è stata scattata in quell’occasione.

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Domani ultima prova e venerdì, dalle 21.00, in diretta streaming dall’auditorium di ESPANSIONE TV!!!

 

Vi ho accennato, qualche settimana fa, al libro che ho scritto. Libero di un peso che lo ha frenato per troppo tempo, parte anche “Il viaggio di Luca” di cui non vi dico niente perché, qui sotto, c’è il book trailer.

No, una cosa ve la dico: Il Gabri è dentro a “questa storia” come nessuno dei due pensava ed è proprio una grandissima figata.

  

 

SBAVIAMO - dallo studio alle canzoni che state per ascoltare

Questa volta ho pensato di raccontarvela così, con sotto la musica che abbiamo appena registrato e sopra le facce che avevamo quel giorno...

Posted March 9, 2012

LA FATICA DI CHARLY (IL TRAILER)

Domani vado a registrare le voci sulle canzoni che ho cantato così male dieci giorni fa. Sono ancora un po’ stanco per la nostra tre giorni di musica. Sarà che invecchio, sarà che era un po’ che non facevamo un giro così. Sono stati tre giorni belli, dove abbiamo rincontrato vecchi amici e stretto la mano di alcuni nuovi. Relativamente alle canzoni in arrivo: sono in arrivo. Qui sotto c’è il trailer dello spettacolo “La fatica di Charly”. Ne stiamo progettando una versione con una super attività finale bambini/papà, per il 24 marzo con l'Assessorato alla famiglia e alle politiche educative di Como. Se volete, cominciate a “farvi le orecchie, poi vi dico…

Ciao.

Andrea

Posted March 6, 2012

L'UOMO CHE VORREI ESSERE

Come si fa?

Una misura tra quello che sono e quello che sono e quello che vorrei essere l’ho presa venerdì, il giorno in cui siamo andati a registrare tre nostre canzoni.

A dire il vero avevo iniziato a misurare prima: sabato 18. Quella sera siamo andati a sentire Marco Beasley che abbiamo la fortuna di conoscere personalmente. Non vi sto a spiegare chi è Marco perché ho messo i link apposta e quasi sicuramente lo sapete. Si esibiva in una vecchia, piccola chiesa nell’hinterland di Milano. Erano lui e la sua voce. Siamo arrivati in leggero anticipo e prima che iniziasse c’era uno che tossiva di brutto in sacrestia. Poi il concerto iniziato e come ha iniziato mi sono gonfiati gli occhi e si è paralizzata la salivazione. Un’ora così, senza respirare. Poi “finalmente” ho potuto applaudire: una liberazione.

Prima che tornasse da noi  e dal suo pubblico per farsi abbracciare e ringraziare per quello che aveva fatto, il tizio in sacrestia ha ricominciato a tossire di brutto.

Era lui.

Non una cosa che gli è uscita di bocca in quell’ora bestiale ha tradito questa cosa.

Come si fa?

Venerdì avevo male alla gola. Non tanto: un po’, un raffreddorino cazzoso che mi tiro dietro da settimana l’altra. Più di quello avevo addosso qualcuna delle menate che si possono avere addosso nella vita.

Se fossi stato l’uomo che vorrei essere, avrei saputo tenere tutto al suo posto. Se fossi stato l’uomo che vorrei essere, avrei preso la meraviglia e la libidine di vedere le mie canzoni crescere di take in take, di strumento in strumento. Avrei preso la commozione che mi ha stretto lo stomaco da subito nel sentire Spero, Silvano, Gabriele, Sonia e Laura che raccontavano un pezzo delle mie storie e ne avrei fatto energia per cantare. Se fossi stato l’uomo che vorrei essere avrei preso la partecipazione di Paolo Filippi, che stava dietro il banco mixer e poi si e messo una cuffia nella sala delle riprese, quando ha visto che ero in “botta” e non ci stavo dentro, per picchiarmi il tempo su una spalla, liberandomi dal peso del dover stare dietro a quella cosa e soprattutto non lasciandomi solo con tutta la mia inutile cazzonaggine (a volte devi dire dei grazie che non ti saresti mai immaginato. È una delle cose belle della vita!). Avrei preso tutte queste cose e ne avrei fatto voce per cantare la mie canzoni.

Non ci sono riuscito ed è venuto un lavoro a metà.

Fortunatamente posso tornare a “fare le voci” visto che il lavoro dei “ragazzi” è stato fantastico.

Fortunatamente, anche se non sono ancora l’uomo che vorrei essere, questo stupido ed inutile buco che ho fatto posso riempirlo imparando, cercando di non ingrassare i miei difetti e facendo ancora meglio la prossima volta che avrò le cuffie sulle orecchie e il microfono davanti.

Questione di giorni e poi avremo cose da farvi sentire.

Per inciso, Paolo Filippi, che vedete di spalle, nella foto qui sotto, dietro il mixer, ancora ignaro che dovrà andare così tanto oltre il vetro e il suo lavoro di quel giorno per darmi una mano, è un grande musicista che esce a giorni con un disco bellissimo (noi abbiamo ne abbiamo ascoltato un po’) di canzoni che sono pietre miliari della musica, cantate da una cantante che se non la senti non ci credi e interpretate nel unico modo in cui si possono fare cose scritte da altri: facendosele passare dentro e tirandole fuori come se fossero nostre.

Con il prossimo post tutti i riferimenti anche di questa cosa.

Bha, vi abbraccio anche se non sono ancora l’uomo che vorrei essere.

Andrea

Studio0

 

TATUAGGI E CAJON

Spero

Era qualche mese che avevamo in mano il materiale ma non ci era ancora riuscito di metterci mano. La Sonietta ha estratto “I fantasmi di Bariano” dalla trasmissione di Espansione TV “Zerotreuno”.

Mistero dell’importazione da dvd ad altro formato, siamo tutti un po’ allungati (a me va bene perché mi fa più magro) e con un certo eco ecclesiastico che nemmeno il Papa…

Se volete ascoltare e guardare “I fantasmi di Bariano” in versione “Angelus” è lì, nella sezione video del sito http://www.mancamezzora.it/video.htm che vi aspetta.

C’è anche Enrico con tatuaggi e cajon.

Dico, non vogliamo dare un’occhiata?

Vado a provare.

Ciaoooo

 

Andrea